Non solo sovrappeso e familiarità, scopri gli altri fattori di rischio per la salute delle tue gambe. E comincia fin da subito a modificarli.

Il ricco sistema di vasi che solcano gambe e piedi, così come quelli di qualunque altra parte del corpo, ha il compito di trasportare il sangue dai distretti periferici del corpo al cuore, perché venga depurato e ossigenato. Come? Attraverso la contrazione muscolare e l’azione di piccole valvole poste all’interno delle vene che, con movimenti perfettamente sincronizzati, si aprono per far risalire il sangue e si chiudono per evitare il contrario.

 

Talvolta, purtroppo, queste valvole si inceppano. Così come i vasi sanguigni, anziché essere elastici e resistenti, diventano rigidi, fragili e sottili. La conseguenza di questi malfunzionamenti, cioè della cosiddetta insufficienza venosa, è che il sangue tende a stagnare nei vasi, i quali si dilatano e rallentano la circolazione periferica. Di qui sintomi come gambe, piedi e caviglie vistosamente edematosi, a cui possono aggiungersi formicolio, senso di pesantezza e difficoltà a camminare per un lungo periodo, pelle secca e comparsa di chiazze violacee, intorpidimento e perdita della sensibilità.

 

Se non ti sei mai posta il problema, e le tue gambe sono lisce, snelle e scattanti, allora probabilmente non dovresti leggere questo articolo… o forse sì. Perché un disturbo della circolazione periferica può anche insorgere subdolamente in età più matura, dato che anche l’invecchiamento è uno dei fattori di rischio naturali dell’insufficienza venosa. Un altro è, ad esempio, la forza di gravità, che in combinazione con gli anni che passano contribuisce ad appesantire le gambe perché rallenta il deflusso dei liquidi, e quindi anche del sangue, verso l’alto, verso il cuore.

 

Certo, il tempo, l’età e le leggi della fisica non si possono contrastare, ma puoi comunque rallentare il processo di deterioramento del tuo apparato circolatorio anche grazie a scelte di vita consapevoli.

 

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Particolarmente utili per la circolazione, STASIVEN COMPRESSE e STASIVEN TOP aiutano a contrastare i ristagni nei liquidi nei tessuti e a rimuovere il gonfiore e l’infiammazione. E’ ora di dire basta alle gambe gonfie, agendo dall’interno e dall’esterno!

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Ci sono ben 5 fattori di rischio sui quali puoi avere un buon margine di controllo e miglioramento per prevenire il problema dell’insufficienza venosa o avviare un’inversione di tendenza:

1. Sovrappeso. I chili di troppo sottopongono il sistema di vasi sanguigni della porzione inferiore del corpo ad una pressione eccessiva. Più peso, e più pressione, determinano un ingrossamento delle vene che, così compresse, con maggiore difficoltà potranno pompare il sangue verso l’alto. Quando ti accorgi di stare eccedendo con i peccati di gola, non pensare solo all’estetica, perché è soprattutto la salute che ne subisce le conseguenze, a partire proprio dalla circolazione del sangue

2. Fumo. “Un paio di sigarette al giorno… che sarà mai?” E’ un diffuso refrain tra i tabagisti, un modo per minimizzare un problema, che è quello della dipendenza dalla nicotina, estremamente nociva per la salute. Perché fumare, anche poco, fa così male alle vene? Perché produce danni alle pareti dei vasi, rendendoli fragili e favorendo la formazione di trombi, cioè coaguli di sangue. Smettere di fumare è la decisione migliore che si possa prendere per preservare la salute e l’estetica delle gambe, e in generale per prevenire malattie molto gravi come tumore, infarto e ictus.

3. Assunzione di contraccettivi ormonali. Discorso che vale per le donne, e sono davvero tante, che assumono la pillola anticoncezionale per anni, ma anche per le più mature in menopausa che seguono la TOS (terapia ormonale sostitutiva). Senza voler drammatizzare, ci mancherebbe, è però molto importante che soprattutto le ragazze sappiano che la pillola è un farmaco, e che l’assunzione di ormoni estrogeni e progestinici a scopo contraccettivo non è una scelta adatta a tutte. In particolare, bisognerebbe evitare di appesantire il sistema di vasi periferici assumendo contraccettivi ormonali di sintesi se:

  • Si ha una storia familiare di vene varicose, flebiti (infiammazione delle varici), trombosi venosa e vasculopatie in generale.
  • Si ha una familiarità con eventi cardio-circolatori tra cui ictus ed embolie.
  • Si ha già una spiccata tendenza alla ritenzione idrica e all’insufficienza venosa.
  • Si è in sovrappeso.

4. Sedentarietà. Il tono e l’elasticità delle vene degli arti inferiori dipendono anche da quanto questi ultimi vengono mantenuti in movimento. Quando cammini o alleni la parte inferiore del corpo, stimoli la spinta di ritorno verso il cuore e in tal modo garantisci a gambe e piedi la migliore circolazione possibile. Fare moto, poi, oltre a produrre un effetto flebotonico, aiuta a mantenere o a raggiungere il peso forma, obiettivo importante per la salute venosa. Al contrario, trascorrere molte ore seduti, sdraiati o in posizione accovacciata (ad esempio su un divano), blocca la circolazione periferica, favorisce la stasi venosa e l’ingrossamento delle vene. Quindi al bando la pigrizia!

5. Abbigliamento stretch e tacchi alti. Jeans skinny e sandali con tacco 12 puoi usarli, ogni tanto, per poche ore, quando vuoi sfoderare il tuo lato più sensuale e modaiolo. Ma ricorda che gli indumenti costrittivi tendono a bloccare la circolazione e a favorire i ristagni di liquidi, e quindi anche la stasi venosa. Quanto ai tacchi… dipende da quanto sono alti, e da come è fatta la scarpa. In linea di massima, però, quelli molto alti e sottili costituiscono un ostacolo alla circolazione periferica perché il peso del corpo si sposta sulla parte anteriore del piede, in una posizione innaturale che non favorisce la spinta del sangue verso l’alto, cosa che invece accade quando il peso del corpo è distribuito su tutta la pianta e il movimento parte dal tallone. Per quanto riguarda le calzature, quindi, il consiglio è quello di sceglierle con un minimo rialzo sul tallone – sono perfette le sneakers con queste caratteristiche – o munite di un tacco largo, di massimo 5 cm di altezza.