La cellulite e la stasi venosa si combattono con una convinta predisposizione al cambiamento nello stile di vita, che è mentale prima ancora che fisica.

Nell’uomo e nella donna la distribuzione del grasso corporeo è diversa, perché regolata dagli ormoni estrogeni. Le gambe femminili, ad esempio, hanno più depositi lipidici di quelle maschili. Fin qui nulla di anomalo. Il problema è quando tali fisiologiche “riserve” aumentano eccessivamente diventando dei cuscinetti ben visibili, e soprattutto quando in esse si verificano versamenti di umori tra gli spazi intercellulari. Ecco allora la ritenzione idrica e la cellulite.

 

Tipico inestetismo femminile, la cellulite è un disturbo del tessuto connettivo, e si verifica quando le cellule lipidiche distribuite sottocute diventano ipertrofiche perché non riescono più a metabolizzare correttamente i grassi, e così premono le une contro le altre creando quei tipici avvallamenti, o buchetti, noti come pelle a materasso o a buccia d’arancia.

 

Questo problema medico è favorito da una microcircolazione inadeguata, sia venosa che linfatica. Una cattiva ossigenazione del tessuto sottocutaneo va infatti a rallentare il metabolismo cellulare, creando le condizioni perché si inneschi il fenomeno della ritenzione idrica e un’ipertrofia delle cellule lipidiche. Pertanto il tipo di cellulite comunemente associato con l’insufficienza venosa è definito edematoso, perché si caratterizza per il gonfiore degli arti inferiori dovuto alla ritenzione dei liquidi, che non vengono smaltiti ma si accumulano negli spazi tra le cellule lipidiche.

 

I due disturbi – cellulite e stasi venosa – non sono la stessa cosa, me devono essere affrontati in tandem, tenendo conto delle reciproche interazioni, per poter ottenere dei buoni risultati a lungo termine. E i consigli pratici da mettere subito in atto prevedono una necessaria predisposizione al cambiamento, che è mentale prima ancora che fisica. Per modificare un’abitudine acquisita, infatti, è necessario impostarne una nuova che abbia un indirizzo più salutare, e farla diventare un automatismo, esattamente come lo era l’altra, quella dannosa.
 
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Poni il caso che tu sia abituata a trascorrere le ore libere dopo il lavoro o lo studio, a casa. Magari sdraiata sul divano a leggere, guardare la tv, navigare sui social ecc. E che questo genere di occupazioni rilassanti, da te vissute come una gratificazione utile a ricompensarti delle fatiche quotidiane, sia rinforzata da piaceri della gola come spuntini a base di cibi dolci o snack salati. Modificare una simile condotta abituale è molto difficile, anche se razionalmente desideri con tutte le tue forze migliorare l’estetica e la salute delle tue gambe. Vorresti fare più moto e limitare l’introito calorico, in particolare di cibi grassi, dolci o salati che sai essere deleteri per la salute cardiocircolatoria, ma nei fatti non fai un passo in avanti per modificare lo status quo. Qual è la soluzione?

 

Come dicevamo: passare al piano A (l’unico possibile). Ossia sostituire un’abitudine dannosa con una salutare che, però, ti fornisca anche delle gratificazioni, e farlo gradualmente. La cellulite figlia della sedentarietà si combatte solo con una convinta, progressiva e costante inversione di tendenza generale, perché per assicurare alle gambe una perfetta circolazione venosa e linfatica devi allenare anche la muscolatura pelvica e addominale, non solo quella degli arti inferiori. Devi, in buona sostanza, allenare tutto il corpo, se vuoi ottenere dei benefici e un miglioramento estetico.

 

Per tale ragione sono consigliati gli sport aerobici, che puoi fare in palestra, ma non solo. Puoi esercitarti a casa, senza spostarti, e non hai bisogno di acquistare costosi macchinari come tapis roulant o cyclette. Ti basta fare le scale quando puoi, parcheggiare la macchina più lontano e fare una passeggiata a piedi, sollevarti sui talloni e tendere la muscolatura dei glutei e dell’addome per un paio di sequenze mentre fai le pulizie di casa o sei davanti ai fornelli, o quando ti alzi dalla scrivania dove lavori.

 

Ti basta riprendere la bici e pedalare ogni volta che ne hai la possibilità, magari in compagnia. O da sola, nella natura, per rigenerarti e raccoglierti nel tuo intimo. Sono poche mosse, tutte molto utili, che, però, per diventare abitudine devono essere inserite all’interno di una precisa routine quotidiana. E non pensare che sia difficile, sono sufficienti pochi cambiamenti alla volta.

 

Puoi decidere di mangiare più verdure, ma partendo da un solo pasto al giorno. Puoi decidere di fare jogging ogni mattina, ma iniziando da 10 minuti e non da mezzora. Puoi inserire una mini sessione di allenamento aerobico in un orario preciso della tua giornata, che preveda uno sforzo inziale di soli 5 minuti. Oppure puoi iscriverti in palestra e stabilire di allenarti due volte alla settimana anziché quattro, sarà più facile essere costante e rispettare gli appuntamenti senza trovare scuse. Puoi adottare uno stile di vita più dinamico con piccole modifiche giornaliere per volta, e non tornare indietro.

 

L’essenziale, quindi, è non voler strafare ma andare sempre nella stessa direzione del cambiamento salutare.